Decreto FER 2018, nella bozza molto spazio al fotovoltaico.

Tornano gli aiuti ai progetti che riguardano il fotovoltaico nel 2018. Saranno ancora più convenienti, sia nell’ambito dell’autoconsumo, sia in ambito della cessione di energia, in vista dell’ufficializzazione del nuovo Decreto FER 2018.
I principali contenuti della bozza del nuovo provvedimento sugli incentivi per l’energia pulita sono i seguenti: le gare tecnologicamente neutre, i 5.535 MW di produzione all’asta e l’apertura delle aste agli impianti esteri.
Il provvedimento, che disciplina gli incentivi dedicati all’energia elettrica da impianti fer (impianti di energia da fonti rinnovabili) per il triennio 2018-2020, non però è ancora definitivo.
L’obiettivo del decreto FER 2018 è sostenere con incentivi e misure di supporto la produzione delle rinnovabili elettriche nell’arco del triennio. Come? Grazie alla “definizione di incentivi e modalità di accesso che promuovano l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione in misura adeguata al perseguimento degli obiettivi nazionali e con modalità conformi agli aiuti di Stato da parte della Ue”.
Inoltre, precisazione necessaria: “le disposizioni di cui l’articolo 65 del decreto legge 24 gennaio 2012 n.1, convertito con legge 24 marzo 2012, n.27, circa il divieto di accesso agli inventivi statali per impianti ubicati in aeree agricole”.

Le tre classi tecnologiche per le procedure d’asta

A partire dal 30 novembre del 2018 la bozza propone sette bandi. Ogni procedura d’asta suddivide il registro in tre classi tecnologiche differenti:
1- La prima classe è dedicata a fotovoltaico ed eolico. Per loro in gara ci sono, in totale, 580 MW per l’iscrizione ai registri e 4.800 MW per le aste al ribasso (la stragrande maggioranza) con priorità che verrà data alle offerte ricevute da progetti su discariche, cave e miniere esaurite, o aree di pertinenza di discariche e siti contaminati.


2- La seconda classe è aperta agli impianti idroelettrici, geotermici (priorità a quelli con re-iniezione totale del fluido), e a gas derivati da processi depurativi o a gas da discarica: in gara c’è un contingente di potenza di 140 MW per i registri e 245 MW per le aste.
3- La terza classe vede interventi di rigenerazione totale o parziale di tutte le tecnologie sopra elencate, a patto che gli impianti in questione siano in esercizio da almeno due terzi della loro vita utile e che non stiano ricevendo già incentivi. Per questa categoria il bando mette all’asta un totale di 490 MW mentre 70 MW spettano agli impianti iscritti ai registri.

Razionalizzazione degli interventi e aste per impianti esteri


Gli impianti assegnatari non potranno essere realizzati in maniera indiscriminata in zone già sature di impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili non programmabili connesse in rete. Per questo gli operatori dell’infrastruttura elettrica dovranno comunicare al Gestore dei Servizi Energetici tutte le zone critiche, indicando per questi territori la capacità produttiva massima aggiungibile alla rete.
Nel decreto FER 2018 è spiegato che l’erogazione degli incentivi è rivolta anche agli impianti esteri che esportano la loro produzione elettrica in Italia, che potranno partecipare alle procedure d’asta.

Come evitare i furti in casa?

Boom di furti in casa nel 2017

Ciascuno di noi desidera vivere in una casa tranquilla e al sicuro da ladri e da effrazioni. Purtroppo però il pericolo è sempre in agguato. Le statistiche più recenti ce lo ricordano costantemente: nel 2017 si è arrivati alla soglia di 230 mila furti durante l’anno. Per questo riveste un’importanza notevole dotarsi di tutto quello che è possibile per evitare che possa avvenire l’effrazione, attuare i comportamenti idonei a scongiurare una rapina.
La prima soluzione è sicuramente una protezione di tipo passivo: installare porte e tapparelle blindate, inferriate. Una parte consistente delle effrazioni avviene però nonostante queste accortezze, che non bastano a fermare i ladri più determinati.
Grazie all’utilizzo di ausili meccanici riescono a intrufolarsi lo stesso, soprattutto se gioca a lo favore la posizione defilata e il tempo a disposizione.
In questi casi, le protezioni di tipo attivo, come gli antifurto all’avanguardia e la videosorveglianza, sono sicuramente più efficaci.

Come scegliere un antifurto

Con le moderne tecnologie la sicurezza è sempre di più a portata di mano e può essere tranquillamente controllata attraverso smartphone e tablet.
Possiamo tranquillamente vedere tutto quello che succede dentro e fuori casa attraverso la videosorveglianza e dei comodi sensori di movimento. Per scegliere quello più adatto alla propria abitazione bisogna tenere in considerazione una serie di fattori, tra cui sicuramente le dimensioni della stessa, da quante stanze sia composta e la quantità di ore nelle quali non è abitata.
Poi è necessario scegliere la tipologia: wireless o cablato? Il sistema wireless ha ottime caratteristiche di duttilità, che gli permettono di adattarsi ad abitazioni anche molto diverse tra loro. I sistemi a filo garantiscono una resa costante nel tempo e funzionano con corrente elettrica domestica, ma non permettono una facile modifica dell’impianto.

Quali accortezze avere per evitare di subire furti in casa

Dove anche la dotazione di tecnologie aggiornate può ricevere comunque attacchi, è importante applicare regole di comportamento utili a scongiurare un primo approccio alla nostra casa da parte di potenziali ladri:
1. Evitare di lasciare oggetti di valore dentro casa, e soprattutto denaro contante. Piuttosto affittare una cassetta di sicurezza in banca
2. Creare rapporti di reciproca collaborazione tra i vicini di casa in modo che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d’occhio le vostre abitazioni
3. Non informare nessuno del tipo di apparecchiature di cui vi siete dotati né della disponibilità di eventuali casseforti
4. Utilizzare solo il cognome sia sul citofono sia sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numero effettivo di inquilini
5. Se all’esterno c’è un interruttore della luce, proteggerlo con una grata o con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa disattivare la corrente
6. Assicurarsi di chiudere bene tutte le vie di accesso come la porta di ingresso, le finestre, i cortili interni e le terrazze
7. Se possibile, in caso di breve assenza, lasciare sempre una luce accesa in casa
8. Illuminare con particolare attenzione l’ingresso e le zone buie
9. Non comunicare mai ad estranei il periodo in cui si lascerà la propria casa incustodita ed evitare di farlo anche sui social o altri luoghi dove i ladri potrebbero controllare le vostre mosse
10. Non fare accumulare la posta nella cassetta delle lettere, ma chiedete al portiere o ai vicini di ritirarla.

L’importanza della manutenzione degli impianti fotovoltaici

Mantenere costanti le prestazioni del vostro impianto

Perché il vostro impianto fotovoltaico produca correttamente un quantitativo costante di energia, così da ripagare nel più breve tempo possibile l’investimento iniziale, è molto importante adottare delle misure di manutenzione costante. Mantenere pulito il proprio impianto fotovoltaico si traduce in un risparmio economico, perché ne garantisce la massima produttività ed efficienza.
Anche se normalmente un impianto fotovoltaico non richiede eccessiva manutenzione, perché dotato naturalmente di una buona resistenza agli agenti atmosferici, sottovalutare l’attività manutentiva può portare nel medio e lungo periodo ad avere un calo delle prestazioni di produzione di energia e a successivi interventi onerosi.

Perché controllare spesso i livelli di produzione

Monitorando i livelli di produzione attraverso letture puntuali del contatore si attua il primo controllo sulla funzionalità dell’impianto nel tempo. Anche gli inverter con led indicatori richiedono un’attenzione costante in modo da assicurarsi che tutto funzioni in modo efficiente. Esperti specializzati possono poi garantirvi un controllo accurato anche delle connessioni dei cavi, dei sistemi di monitoraggio remoto, degli interruttori, dei fusibili e dei caricabatterie.
Queste attività vanno svolte in modo costante, così da avere un quadro sempre aggiornato dello stato di salute dell’impianto.

Perché effettuare la pulizia dei pannelli

Una pulizia programmata annualmente è altrettanto importante ed essenziale se vogliamo che i nostri pannelli siano a lungo funzionanti e sia garantito un ottimale assorbimento delle radiazioni solari. La polvere o qualsiasi agente che ricopra il modulo solare ne limita l’esposizione all’irraggiamento riducendo la produzione di energia. Tutti i vari componenti devono essere puliti andando anche a verificare che non siano presenti deterioramenti dei pannelli stessi.
Ovviamente questo tipo di manutenzione richiede un’approfondita conoscenza del prodotto ed è quindi molto importante affidarsi a personale tecnico preparato e affidabile. L’impianto fotovoltaico non va mai trascurato sia per questione di efficienza, sia per motivi di sicurezza, sia per evitare spese inutili nel caso i danni diventino causa di spese onerose.
Effettuare la pulizia da soli non mai consigliabile perchè è pericoloso salire sul tetto e per evitare di usare prodotti non adeguati che potrebbero danneggiare i pannelli. Utilizzando delle piattaforme aeree dalle quali si esegue la pulizia, le ditte specializzate utilizzano spesso macchine dotate di spazzole elettriche rotanti e acqua osmotica o deionizzata, che elimina le impurità presenti anche nell’acqua stessa, i sali e il cloro.

I costi di manutenzione di un impianto fotovoltaico

Pulire ed effettuare la manutenzione periodica ha dei prezzi decisamente contenuti soprattutto se si pensa al costo della perdita di energia dovuta ad un eventuale calo di prestazioni dell’impianto fotovoltaico. La manutenzione è il presupposto necessario per poter usufruire di tutti i vantaggi del fotovoltaico il più a lungo possibile.

Perché la casa connessa (o Smart Home) conviene

Come rendere la vita più facile con la domotica

Con l’enorme diffusione della domotica è ormai diventato di uso comune il concetto di ‘casa intelligente’, ovvero la ‘smart home’. L’enorme sviluppo di tecnologie user friendly permette infatti di vivere circondati da comfort che prima erano assolutamente impensabili.
Qualche esempio? Siete in viaggio verso il lavoro e a metà strada vi ricordate di non aver chiuso una porta finestra che dà sul giardino. Siete in ufficio e non siete sicuri di aver chiuso la porta del garage. Invitate degli amici a cena ma vi ricordate a metà mattina che non avete fatto partire la lavastoviglie e potreste non avere il servizio buono a disposizione. Mentre fino a poco tempo fa sareste dovuti tornare per fugare ogni dubbio o chiudere le luci o tornare a casa apposta per accendere la lavastoviglie in tempo, adesso vi basta accedere alla app nel proprio smartphone e gestire da remoto i vari dispositivi in grado di comunicare in rete, spegnere o accendere gli elettrodomestici e monitorare la casa.

I vantaggi di una casa intelligente

Una casa connessa vi porta benefici in termini di:

  • SICUREZZA E COMFORT. In quanto connessa alla rete, (nel 2018 il 36,3% delle unità immobiliari italiane non è dotato di banda ultralarga, leggi la fonte https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/20/banda-larga-nel-2018-il-363-delle-case-non-avra-accesso-a-connessione-veloce/2144585/ ), casa vostra è potenzialmente implementabile in termini di sicurezza, perché è possibile informarsi costantemente di possibili intrusioni attraverso sensori e videocamere (vedi pagina Ceg sistemi su domotica).
    Le comodità che offre una smart home supportano le esigenze di vita per ogni fascia d’età: dalle tapparelle che si aprono e si chiudono da sole a intervalli orari prefissati, gli impianti di raffrescamento e condizionamento, alle luci che si accendono e si spengono grazie ai sensori di movimento, fino alle piastre della cucina, che se lasciate accese per sbaglio si autospengono.
  • EFFICIENZA E RISPARMIO ENERGETICO. Con l’aiuto della tecnologia è possibile ottimizzare i consumi programmando e controllando le luci, i termostati e gli altri dispositivi per fare in modo che funzionino solo se necessari. Ogni ambiente diventa totalmente personalizzabile a seconda delle esigenze: in pochi istanti è possibile richiamare da ogni stanza della casa una delle diverse combinazioni di temperatura, illuminazione e comfort, precedentemente configurate in base alle esigenze quotidiane, alle occasioni del momento, alle improvvise necessità.

La smart home è un investimento che viene ripagato nel tempo

Una casa domotica porta valore alla tua proprietà. Dotandola infatti di un impianto elettrico di livello 3 (così come sottoscritto dal Capitolo 37 della Norma CEI 64-8 riguardo ai rifacimenti completi degli impianti) nel contesto di ristrutturazioni edili, la farai crescere di valore nel mercato immobiliare. Cosa vuol dire livello 3? Il livello 3 prescrive l’adeguamento delle dotazioni standard con almeno 4 funzioni domotiche. Questa tecnologia, grazie alla sinergia di più sistemi perfettamente integrati tra loro, consente il controllo rapido ed intuitivo, locale e remoto, delle funzioni evolute dell’edificio notoriamente non accessibili agli utenti di impianti tradizionali.

Ecobonus 2018: agevolazioni fiscali per la domotica

Nel 2018 non solo rispamierai sulle bollette e farai crescere il valore del tuo immobile, ma grazie alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e gli interventi di efficientamento energetica previsti dalla Legge di stabilità, il cosiddetto ECOBONUS, riceverai un rimborso fiscale del 65% su tutte quelle spese che riguardano l’acquisto e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, ambito d’intervento della buiding automation.

Cosa aspetti a rendere la tua casa più intelligente?